Siamo nel Quattrocento, periodo storico in cui la fame era all’ordine del giorno. Narra dunque la leggenda che una madre, di fronte all’esigenza impellente di sfamare i figli, decise di impastare quel poco di cui disponeva: farina, vino bianco, olio pugliese e sale. E per dare una forma più sfiziosa alla sua ricetta, decise di dar vita a tanti piccoli anellini, che una volta in forno divennero fragranti e croccanti. Nasceva così il tarallo pugliese. Da allora la ricetta dei taralli pugliesi si è arricchita ed evoluta assumendo forme più o meno grandi e declinazioni differenti tra dolce e salato, ma ci piace pensare, ogni volta che addentiamo un fragrante tarallo pugliese, a quella mamma, che in un momento di difficoltà è riuscita a mantenere la calma e a realizzare qualcosa di davvero superlativo e, perché no, geniale.

Come detto, le varianti non mancano, sia sul fronte del salato, sia sul fronte del dolce. Il tarallo è uno snack veloce ed economico che, a differenza di tanti altri prodotti commerciali, offre al contempo autenticità e salute. Niente trucco e niente inganno insomma, e da quel lontano giorno di tanti secoli fa la ricetta dei taralli pugliesi è rimasta tutto sommato la stessa. Oggi troviamo sul mercato diverse varianti sfiziose, come quelli con i semi di finocchio, quelli con le olive, quelli con la cipolla, e poi ancora, tra i taralli dolci, quelli con le mandorle oppure mandorle e cioccolato, oppure i taralli glassati. Insomma non vi resta che provarli!

noemi-neglia
About Author

Noemi

Ciao, sono Noemi! Vivo a Lucera ma frequento la SSML San Domenico di Foggia. Amo le lingue straniere, in particolare l'inglese, lo spagnolo e il francese che sono poi le lingue che ho scelto di studiare. Amo viaggiare e amo la Puglia e spero con i miei articoli di portarvi un po' a conoscere questa fantastica regione!

4FD9A9DB-3749-4F9D-9839-F587B43627F0
Previous Post

taralli-pugliesi
Next Post